Mi salutò («era l’ultima volta»,
come nella canzone)
salendo l’ascensore a grata, molto
rosso e ilare e muovendo le dita
come si fa con i bambini. Io,
solo per un rispetto
dei suoi ironici occhi grigioazzurri,
rintuzzo la tentazione di credere
ad una scala verso il Paradiso.

da L’acrobata nell’azzurro, Nino Aragno Editore, 2004

Author alessandro

Sono uno che respira...

Altri post di alessandro

Leave a Reply