Mi salutò («era l’ultima volta»,
come nella canzone)
salendo l’ascensore a grata, molto
rosso e ilare e muovendo le dita
come si fa con i bambini. Io,
solo per un rispetto
dei suoi ironici occhi grigioazzurri,
rintuzzo la tentazione di credere
ad una scala verso il Paradiso.

da L’acrobata nell’azzurro, Nino Aragno Editore, 2004